L'evoluzione del consumo di vino in Italia: dati in chiaroscuro 1

L’evoluzione del consumo di vino in Italia: dati in chiaroscuro2 min read

I numeri, si sa, sono indiscutibili. Così, ogni volta che viene resa pubblica un’indagine che snocciola cifre, a noi non resta che interpretarle.
L’occasione, stavolta, viene dall’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) sui dati Istat, che prende in esame i consumi di alcolici nel periodo dal 2008 a oggi, abbracciando cioè gli ultimi quindici anni.
Ciò che emerge con chiarezza è il fatto che si beva una quantità minore di vino, mentre contemporaneamente crescono i consumatori.
Questi dati, la cui analisi deve essere necessariamente controintuitiva, rivelano infatti che ormai il 55% della popolazione, pari a circa 29,4 milioni di persone, beve vino. All’interno di questa platea va sottolineato un +12% di donne, in controtendenza rispetto agli uomini (-2%).
I consumatori quotidiani sono crollati, calando del 22%, mentre quelli saltuari sono aumentati di un robusto 35%. Un dato che ha fatto riflettere, evidenziando come il vino non sia più considerato un alimento ma bensì un elemento di socialità.
Il consumo quotidiano si va spostando su bevande quali la birra, che in questo segmento cresce del 19% e che conferma il suo stato di grazia con un +30% anche tra gli occasionali.
Vero fenomeno di questi 15 anni sono però, indubbiamente, gli aperitivi, che contano ormai circa 22 milioni di affezionati, coinvolgendo anche la fascia 45-54 anni, che si è prepotentemente affiancata alla Gen-Z e ai millennials. In particolare, è esplosa la aperitivo-mania tra le donne (+79%).
Tornando al vino, tra i consumatori quotidiani (12 milioni), resiste la fascia over 65 e cala del 38% quella dei giovani (25-34 anni), del 48% tra i 35-44 anni e del 26% tra i 45-54 anni. Il trend si inverte se si considerano i consumatori saltuari (+35%), e in particolare quelli di età superiore: oltre i 45 anni, infatti, l’incremento è del 53%, 4 milioni in più.
Complessivamente, rilevano le elaborazioni dell’Osservatorio Uiv, lo scorso anno i consumatori quotidiani di vino hanno stappato 461 milioni di bottiglie in meno rispetto al 2008, mentre i saltuari hanno aumentato i volumi acquistati per un equivalente di 344 milioni di bottiglie. Significa un deficit di circa 120 milioni di bottiglie.
Risulta però altrettanto evidente quanto, almeno in Italia e nonostante non si siano applicate le etichette “salutiste” decantate dall’Irlanda, si vada nella direzione di un consumo consapevole del nostro nettare preferito. Un elemento di profonda riflessione che deve inevitabilmente coinvolgere i produttori, i quali dovranno ragionare sul proprio posizionamento di mercato.
A noi, per riflettere, consiglio un calice di buon vino, che sia a casa o fuori, quotidiano o occasionale, sicuramente un’ottima scelta per l’aperitivo, al posto di tanti “beveroni” superalcolici.

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