Musica e velocità: la scelta controcorrente di Ivan Francesco Ballerini 1

Musica e velocità: la scelta controcorrente di Ivan Francesco Ballerini3 min read

In un mondo fatto di messaggistica istantanea, il tempo sembra contrarsi continuamente sull’uomo, catturato in un mondo virtuale dove essere connessi è un imperativo categorico e le emozioni umane si semplificano in like ed emoticon. Presi da una frenesia visiva e cognitiva, non ci soffermiamo a pensare se siamo veramente programmati per questa velocità quasi tecnologica, incurante dei tempi del cervello e dell’animo umano.

Il mondo musicale risente della frenesia che influenza i canoni stilistici delle moderne produzioni: strutture semplici, composizioni preconfezionate, slang per un pubblico giovane che usa le frasi delle canzoni come didascalia delle storie sui canali social. Anche la fruizione è cambiata, le piattaforme di musica offrono selezioni di canzoni ascoltabili su qualsiasi dispositivo e brani singoli per un assaggio mordi e fuggi della creatività di un artista.
Tutto è velocità, ma paradossalmente l’accelerazione ha solo aumentato la quantità delle cose da fare, facendo venire meno quello che invece ne dovrebbe essere il risultato: il tempo.
Eppure, c’è chi crede che valga ancora la pena ascoltare un disco intero per capire il concetto nascosto dietro una frase, e che l’interesse per la musica non manchi, è solo il tempo che le dedichiamo che sembra sfuggire e deve solo essere ritrovato. Tra questi, il musicista Ivan Francesco Ballerini che ha deciso di dare nuova fiducia alla “lentezza”. Nei suoi progetti si nota il piacere della composizione classica, senza facilitazioni tecnologiche di linee melodiche preconfezionate. Le porte dello studio di registrazione si aprono per collaborare con musicisti come Alessandro Golini e Alberto Checcacci, per citarne alcuni, che come lui, credono nel tempo: quello dedicato dall’artista alla creazione di un progetto pensato e curato, quello dedicato dal pubblico all’ascolto e alle emozioni che solo la musica può dare.

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Man playing an acoustic guitar

L’esordio discografico del cantautore toscano avviene nel 2019 con “Cavallo pazzo”, per Radici Music Records. Un concept album di dieci brani che narrano la storia di Cavallo Pazzo, leggendario nativo americano della tribù degli Oglala Lakota vissuto fin verso la fine dell’800. Con una chitarra sempre al centro della scena, Ballerini ci mostra un passato di atmosfere guerresche e immagini romantiche, come la figura di Gufo Grazioso. Canzoni dall’approccio gentile che evocano periodi bui di un passato che trova la sua attualità nei contesti dove la prevaricazione diventa un imperativo che distrugge bellissime realtà.

Nel 2021 esce “Ancora libero”, sempre per Radici Music Records, che si compone di dodici tracce non più rivolte al passato ma alla vita presente: l’evoluzione tecnica, lettere di famiglia, amori e il sogno di una vita, raccontati con le sfumature paterne di chi accompagna l’ascoltatore in un viaggio.

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Vintage record player stylus on a rotating disc.


Nell’album troviamo finezza melodica e lirica che sono espressione dell’estrema cura di chi si posiziona contro quella corrente dove predomina un linguaggio musicale più liquido ed effimero, rivolto più verso l’immagine.

Con le sue canzoni, Ballerini dona e chiede tempo, quello per fermarsi per attivare i sensi e le emozioni che aiutano a ritrovare e ritrovarsi grazie all’energia del più potente dei social network: la musica.

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